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L'ISTRUTTORE DI TIRO OPERATIVO


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La Legge italiana delega soltanto a due Enti la formazione degli Istruttori di Tiro Operativo (l’Unione Italiana Tiro a Segno e le Amministrazioni militari e di Polizia). I diplomati dei relativi Corsi insegneranno il Tiro Operativo, rispettivamente, a Guardie Particolari Giurate e Agenti di Polizia Locale da una parte e Operatori militari e di Polizia dall’altra.

 

L’insufficiente professionalizzazione di queste figure istituzionali non ha consentito risultati soddisfacenti, innegabilmente riscontrabili a causa della scarsa professionalità dei suddetti Operatori e dell’inadeguatezza dei relativi programmi info-formativi, volti ad un irrealistico tiro al bersaglio, piuttosto che al tiro in condizioni di stress e al maneggio delle armi da fuoco in Sicurezza.

 

Prova ne sono i frequenti incidenti, anche mortali, ove un allievo “diplomato” da uno dei suddetti Corsi maneggia l’arma da fuoco in suo possesso in modo irresponsabile e scriteriato. Non è certo un vanto per chi ha “formato” i suddetti Operatori, sia che la “formazione” consista di neanche un’ora, sia che si tratti di diverse settimane.

 

In alternativa alla pur legalizzata, corrente situazione, le modalità con le quali deve avvenire la docenza del Tiro Operativo costituisce una mistura dell’abilità didattica e dell’esperienza pratica che consenta all’Istruttore di informare e formare: le due attività inscindibili dell’insegnamento e, ovviamente, del relativo apprendimento.

 

L’Istruttore con un passato da Operatore, è in grado di trasmettere l’informazione e, quindi, di formare gli allievi di un Corso di Tiro Operativo: la progressione del binomio insegnamento-apprendimento vuole che l’informazione debba integrarsi con la formazione.

 

L’Istruttore di Tiro Operativo, oltre che avere esperienza pragmatica della materia a livello pratico, dovrà avere una buona conoscenza della materia a livello informativo, nonché saper gestire la Didattica della materia in modo da saper rispondere a qualsiasi domanda gli venga posta (cioè, garantire l’apprendimento completo) e far eseguire agli Allievi gli esercizi che riflettono la qualità dell’informazione appresa.

 

La formazione, infatti, potrà aver luogo soltanto se alla giusta informazione farà seguito la messa in opera delle nozioni, che devono sfociare nell’addestramento realistico e attinente alle specifiche del Servizio che l’allievo svolgerà in qualità di Operatore.

 

Quale figura professionale può assumere il ruolo di Istruttore di Corsi di Tiro Operativo? E’ chiaro che tale figura deve possedere esperienza pragmatica e competenza didattica, secondo quanto finora analizzato.

 

Quali sono gli strumenti e i percorsi che permettono a coloro i quali insegnano il Tiro Operativo a Operatori della Sicurezza pubblica e privata di acquisire tali caratteristiche?

 

Innanzitutto, dobbiamo dire che due direttive hanno condizionato negativamente la Didattica tattico-operativa in Italia: la dipendenza dall’indirizzo sportivo e la pappagallesca imitazione delle Tecniche Operative che provengono dagli Stati Uniti.

 

Per fare un esempio concreto, si consideri che il cosiddetto Tiro Operativo è insegnato in amalgama con il Tiro Sportivo (sia il Tiro Accademico che si svolge nei Poligoni dell’Unione Italiana Tiro a Segno, sia il Tiro Dinamico che si svolge nei campi di tiro privati).

 

Naturalmente, molte di queste Tecniche sono state generate negli Stati Uniti

ed esportate dagli Americani, tanto che ciascuna di esse conserva il nome originale,

che gli Istruttori nostrani hanno annesso nel loro repertorio e sciorinano a menadito, a

volte senza né saperne, né capirne il perché e il percome!

Ma gli Istruttori nostrani ignorano molto di ciò che accade negli USA: andare negli USA per frequentare un Corso di Tiro, non fa dell’Allievo che ha compiuto la traversata un Istruttore internazionale, come qualcuno incredibilmente si vanta di essere!

 

Altri, che non hanno potuto compiere il viaggio, acquistano libri e audiovisivi del

Settore e li traducono, ripetendo pedissequamente frasi e acronimi dell’Inglese-Americano.

 

Il problema vero consiste nel fatto che le Tecniche Operative che si insegnano negli Stati Uniti, possono differire sostanzialmente, a seconda della locazione geografica, delle Leggi dei singoli Stati, delle esperienze e degli orientamenti dell’Istruttore. Non tutto ciò che si insegna nei suddetti contesti è “a prova di strada”.

 

L’Istruttore italiano “fai da te” potrebbe acquisire informazioni che non sono né utili, né sicure e tradurle e trasportarle nel nostro contesto nazionale, che è completamente diverso da quello americano. Ciò che manca, in realtà, è la capacità di discriminare il fantasmagorico dal reale, accettando per buone tutte quelle Tecniche che sembrano fare dell'Operatore un Police Officer. Si capisce che un grosso lavoro di sgrossamento e intermediazione è necessario!

 

Un altro problema consiste nel fatto che, chi non possiede esperienza fattiva (operativa) del complicato universo statunitense, non potrà discriminare tra Tecnica e Tecnica, ma

porterà a casa e diffonderà tutto ciò che pare bello, perché esotico, incapace di selezionare quelle Tecniche di tiro e Operative americane che sono meritevoli di essere divulgate in Italia, adattabili ad un modus operandi che tenga conto dei nostri costumi sociali e giuridici.

 

Inoltre – a parte alcune parole della lingua inglese che meglio rendono il significato – non si dovrebbe usare pedissequamente un’altra lingua in toto, anche per tradurre quelle parole che sono comprensibili nella nostra lingua. La verità è che l’uso eccessivo di termini inglesi serve ad alcuni a darsi un’aria di importanza e nascondere la propria incapacità tecnica nella materia.

 

L’alternativa (illusoria e controproducente) consiste nel continuare a credere di aver risolto il problema, continuando a delegare la formazione in ambito di Tiro Operativo a personaggi che continuano ad usare metodi antiquati e inadeguati, e che continuano a propinare la solita ritrita pappardella, che gli Operatori sono costretti a trangugiare, spesso dubbiosi sulla validità delle nozioni che sono attualmente a loro insegnate.

 









 


 
 
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